Islam e fobie. Idea: uscire dall’euro ed entrare nel Commonwealth

19 AGO 20
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Al direttore - Leggo: David Cameron “L’esercito (inglese) è sul piede di guerra”. Si aspetta l’ok del Parlamento per un’operazione “boots on the ground”. Ohibò, non potremmo fare richiesta di uscire dall’Europa ed entrare nel Commonwealth?
Roberto Bellia
Al direttore - Non subisco il fascino di Renzi. I due precedenti, anch’essi non eletti, non hanno entusiasmato. Berlusconi, con gli ostacoli che ha subìto, appare giustificato. Ma da lui volevamo di più. Insomma, il paese, fino a De Gasperi prometteva molto ma i sacrestani mandati a sostituirlo, sembrano proprio responsabili di aver piantato le basi di questo debito pubblico che soffoca l’Italia. Avranno avuto richieste alle quali non potevano sottrarsi. Altri servivano ideologie estranee al loro paese. Ma è certo che i guai di oggi risalgono al periodo degli anni tra il 1960 e il 1990 e sono così grossi da impedire ogni speranza. Erano tempi in cui gli italiani non si occupavano di dove si stava andando, che il dissesto é iniziato. Non solo economico ma anche morale. L’Amor di Patria è quello che sostiene le buone amministrazioni ma non opera se si servono altri padroni vicini e lontani.
Orlando Bergonzi
Al direttore - L’ottimo Meotti, qualche giorno fa, ha denunciato il fatto gravissimo dei 2 giornalisti scozzesi licenziati per “islamofobia”. Ciò mi ripropone una questione che sinceramente non riesco a capire. L’occidente è diventato cristianofobo (e ciò e sempre più evidente) e nel contempo emargina in misura sempre più clamorosa e ingiusta coloro che considera islamofobi. La libertà di pensiero è usata a senso alternato: assoluta libertà per attaccare i cristiani, assoluta censura se si criticano gli islamici. Ma perché tutto questo? Soprattutto in concomitanza con le barbarie dell’Isis e con la considerazione che quando saremo invasi dagli islamici i primi a vedersi tagliata la testa sarebbero proprio certi laicisti che ora, chissà per quale pazzia occulta, pensano di difendere l’islam anche quando è indifendibile. Costoro sono già affetti dal complesso dei sequestrati o che altro? E’ semplice paura e vigliaccheria? Che ne pensate?
Giuseppe Zola
Nessuno dei due. E’ solo, temo, la dura e spietata dittatura del politicamente corretto.
Al direttore - Una legge dello stato obbliga tutti gli esercenti, pena multe salatissime, all’uso delle buste di plastica biodegradabili compostabili dal costo doppio se non triplo rispetto a quelle di plastica tradizionali e soprattutto dall’incerta tenuta. Chiedo: anche nei comuni dove la differenziata funziona deve esistere quest’obbligo? Sperando che qualcuno al ministero dell’Ambiente voglia scomodarsi a darci delle spiegazioni!
Vittorio Colavitto
Al direttore - Apprendiamo che per Natalia Núñez Jiménez, sindaco socialista di Cenicientos (Madrid, Spagna, Europa. Non siamo nella piana di Ninive), le stazioni della Via Crucis “offendono l’islam”. Noi che, con Franco Cardini, pensavamo ingenuamente che la furia iconoclasta (Budda di Bamiyan, Scavi di Nimrod, museo di Mosoul etc. etc.) fosse un patrimonio delle frange estremiste dell’islam (quelle che massimamente, però, si offendono quando vedono teste troppo attaccate a corpi di “infedeli”) a questo punto dobbiamo riconsiderare la faccenda da un altro punto di vista. Perché delle due l’una: o con la sua decisione l’“ingenua” Natalia ha a sua volta offeso l’islam, che, sempre con Franco Cardini, si indignerà perché “l’Islam non c’entra. L’islam, il vero islam, è Dio misericordioso e compassionevole, è Maria che veglia amorevole su Gesù, è la saggezza di Avicenna, è la magnanimità del Saladino, è il coraggio di Sindbad, è la Cupola della Roccia di Gerusalemme, è l’Alhambra di Granada, è il Taj Mahal, è la serena saggezza dei sufi, è la poesia di Omar Kayyam e di Rumi: non la follia distruttiva di una banda di fanatici imbottiti di petrodollari e incapaci di proporre se non l’oscura forza di un Dio del Nulla”. Oppure, è stata la scaltrezza e non l’ingenuità a suggerire al premuroso amministratore pubblico di Cenicientos l’adozione del “principio di cautela”, ben sapendo da che parte sta girando il mondo. Amen.
Gaetano Tursi
Fino a quando l’occidente crederà che per accogliere religioni diverse sia necessario preoccuparsi in modo prioritario del principio del “non offendere gli altri” avremo di fronte a noi un occidente che, senza rendersene conto, continuerà a offendere sempre di più se stesso oltre che naturalmente le religioni più accoglienti. Primo o poi toccherà rendersene conto.